La penitenza in Quaresima. Cosa vuol dire “digiuno” e “astinenza dalla carne”? E che senso ha?

GLI ATTI DI PENITENZA, PER AMORE DEL SIGNORE.

La Quaresima è il tempo della preghiera della Chiesa, che prepara tutti i fedeli alla Santa Pasqua. E’ il ricordo dei 40 giorni che il Signore passò nel deserto per amore nostro, subito dopo aver ricevuto il battesimo da San Giovanni Battista, nel fiume Giordano, e subito prima di cominciare la Sua predicazione. Durante quel prolungato periodo nel deserto della Giudea, il Signore passò il tempo nella preghiera e nel digiuno e, come sappiamo, fu assalito dal diavolo con le sue tentazioni.

Secondo alcuni Santi, il Signore digiunò per ottenere, con quella penitenza, a tutte le persone che in futuro avrebbero ascoltato la Sua Parola di salvezza, la forza di ascoltarlo e accogliere quella Parola, lasciando tuttavia l’uomo libero di dirgli anche di “no”.

La penitenza in Quaresima.

In che cosa consiste il digiuno?

La legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un pò di cibo al mattino e alla sera.

Cosa vuol dire astinenza?

La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, a un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.

L’acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente.


Quando ci è richiesto il digiuno e l’astinenza dalle carni e dai cibi particolarmente ricercati?

Il digiuno e l’astinenza, nel senso ora precisate, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo della passione e morte del Signore nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo sino alla veglia pasquale.

L’astinenza dalle carni deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di quaresima.


In tutti gli altri venerdì dell’anno si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.

Al digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni sino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.

Dall’osservanza del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad es. la salute. Inoltre, il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall’obbligo di osservare il giorno di penitenza, oppure cambiarlo con altri atti di fede e opere di preghiera e carità.

San Francesco abbracciato da Gesù Crocifisso

Fermo restando a questi atti, ai quali siamo tenuti, per obbedienza, come cristiani e credenti in Cristo, ci sono anche altre forme di penitenza, sempre per amore del Signore, secondo la vita del nostro tempo: qualche forma di rinuncia ai vizi, come l’uso del fumo e delle bevande alcoliche, qualche rinuncia ai dolci, mettere da parte forme smodate di divertimento, un po’ di digiuno dalla televisione, da internet, dai social, evitare il tempo passato in maniera vuota e riempirlo di ricerca del Signore.

Altre cose molto gradite al Signore: lasciare perdere le chiacchiere, soprattutto quelle frivole e, a volte, purtroppo, anche volgari; il parlare male, le invidie e le gelosie, i giudizi cattivi, i pensieri, atti e parole di cattiveria. Fare qualche primo passo verso qualcuno da perdonare. Aumentare i gesti di bontà d’animo.

Decidersi ad essere più fedeli agli appuntamenti del Signore.

In positivo: riempire il tempo di preghiera, di colloquio con il Signore, con la Madonna, con i Santi. Orientare tutto di sé alla ricerca del Signore.

Pensare e ricercare in tutti modi di capire e accogliere come il Signore ha sofferto per noi, la Sua dolorosa e atroce passione e morte, le sofferenze della Madre Santissima, che non hanno nome, il tutto per arrivare rinnovati alle celebrazioni della Pasqua.

Ricentrare tutto nella Persona Vivente del Signore Gesù Cristo: ad es. vivere per il lavoro, tralasciando del tutto o quasi gli appuntamenti del Signore, non è certamente cosa da poco, in questo caso, come in altri simili, bisogna subiti ri-decidersi per essere fedeli al Signore.

Importante: la penitenza più vera è la rinuncia al peccato, in tutte le sue forme. Cioè, a tutti i pensieri, parole, atti che dispiacciono al Signore. Pensare anche al bene non fatto e al quale eravamo e siamo tenuti.

Detto questo, la penitenza ha tanti significati: essere sempre più uniti alla Persona e alla vita del Signore Gesù Cristo, soprattutto nella sua dolorosa passione e morte, che Lui ha accettato con tutto il Suo Amore per noi.

La Pasqua e il tempo di Pasqua, che dura fino alla Pentecoste, simboleggiano la gioia della vita eterna che avremo in Paradiso. La Quaresima e il Venerdì Santo simboleggiano questa vita terrena, con tutte le sue prove e sofferenze.

Visto che siamo tutti peccatori, la penitenza ha anche il senso di riparare ai peccati nostri e anche quelli altrui. Per questo motivo, privarsi, qualche volte, di cose anche lecite, ha questo significato di riparare altre cose non lecite scelte dall’uomo e, forse, alle quali anche noi molte volte cediamo.

La Quaresima è il tempo opportuno per ricominciare ad essere cristiani: riavvicinarsi al sacramento della riconciliazione, essere fedeli alla santa Eucarestia domenicale, mettere qualche momento bello di preghiera durante le nostre giornate, cercate tutti i modi per seguire il Signore nella nostra vita quotidiana… e altre cose simili, sono il modo più bello per giungere rinnovati alle feste di Pasqua.

In questa bella immagine vediamo cosa succede durante il sacramento della confessione…

Torna in alto